LA NOSTRA STORIA
Un edificio di fine Ottocento, segnato dalla storia mineraria e oggi restituito alla sua identità originaria dalla società Montevecchio Srl. I soci fondatori, i tre fratelli Gianni, Stefano e Antonello, figli di Luigi Ecca, sono storicamente ed economicamente legati al borgo minerario di Montevecchio, che a partire dal 1848 ha rappresentato per oltre un secolo un punto di riferimento europeo per l’attività estrattiva, contribuendo in modo determinante allo sviluppo economico e sociale del territorio.
La struttura
L’Albergo Al Cinghiale nasce alla fine dell’Ottocento all’interno del borgo minerario di Montevecchio, alle porte della Costa Verde.
Dopo l’abbandono alla fine degli anni Sessanta del Novecento, la struttura è stata recuperata e riportata alla vita nel rispetto della sua identità storica, conservandone il carattere originario e rinnovandone gli spazi per accogliere gli ospiti in un contesto autentico.
L'edificio, di grande pregio storico e culturale, è sottoposto al Vincolo Monumentale dal Ministero dei Beni Culturali del 2004. Tutti gli interveniti sono stati realizzai sotto l'attenta guida della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Cagliari e Oristano del Minstero della Cultura.
Affacciato sulla piazzetta principale del borgo, l’albergo dispone di 10 camere, quasi tutte situate al piano superiore, mentre al piano terra si trovano la reception e l'area colazione.
Il borgo
A pochi chilometri da Arbus e Guspini, l’ex area mineraria di Montevecchio si sviluppa lungo il filone piombo-zincifero ed è uno dei siti principali del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.
Montevecchio e l’Albergo Al Cinghiale rappresentano un punto di partenza privilegiato per esplorare un territorio più ampio, dove identità, natura e cultura si intrecciano offrendo un’esperienza autentica in uno dei luoghi più selvaggi dell’isola.
Inserito in un contesto naturalistico di pregio, il borgo è ideale per chi cerca quiete e paesaggi incontaminati. L’area è habitat del Cervo Sardo, specie simbolo del territorio, e si estende fino al mare attraversando il comune di Arbus, dove si incontrano le strutture che hanno segnato profondamente la storia dei centri limitrofi, testimonianza dell’attività estrattiva svolta dal 1848 al 1991.
La storia mineraria è ancora visibile nelle architetture e nelle strutture conservate nel borgo, tra cui il Palazzo della Direzione, il Museo dei Minerali, il Museo dei Diorami, la Collezione Sanna Castoldi e alcuni pozzi minerari oggi parzialmente visitabili.